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FACCIAMO CHIAREZZA! Quando l'asporto è pericoloso

Per la nostra azienda la sicurezza è un fattore fondamentale, che vogliamo garantire a tutti i nostri clienti.

Abbiamo parlato dei rischi connessi all’utilizzo di prodotti chimici, di come evitare le contaminazioni incrociate, della sanificazione dell’aria e della protezione delle nostre mani; ma esistono anche dei rischi collegati all’ambito alimentare.

 

Qualche tempo fa ha fatto molto scalpore un caso che riguardava un prodotto iconico della nostra nazione: la pizza da asporto.
In particolare, sono stati riscontrati dei problemi relativi ai contenitori in cartone utilizzati per questo servizio.

Già da tempo la storica confezione era sotto la lente di ingrandimento dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare per via di una sostanza specifica. Si tratta del Bisfenolo A, che in Italia non si può usare a contatto con gli alimenti mentre all’estero sì, e che sarebbe presente nei cartoni low cost per il trasporto della pizza. Queste confezioni quindi, se prodotte e acquistate all’estero, magari perché hanno un costo inferiore, potrebbero essere nocive per le “nostre pizze”... e la nostra salute.

 

Facciamo chiarezza!

QUANDO L'ASPORTO
È PERICOLOSO

♦ L'INCHIESTA

 

 

Il termometro analogico in realtà esiste ancora, solo che nella colonnina contiene un liquido costituito da una lega di gallio, indio e stagno (Termometro a Galistan) a sostituzione del vecchio mercurio, metallo tossico non più in commercio.
Per leggere la temperatura servono generalmente 5 minuti, più un minuto aggiuntivo per conferma.

 

 
Da un’inchiesta condotta da Il Salvagente, rivista impegnata contro le truffe ai consumatori, è stata successivamente segnalata la presenza di Bifosfenolo A (BPA).

Le analisi erano tese a individuare le cause che determinavano il pungente odore che a volte si avverte aprendo una scatola di pizza e lo sgradevole retrogusto che accompagna la degustazione, ma i risultati erano stati tutt’altro che rassicuranti: secondo i test effettuati, in due imballaggi su tre erano state trovate tracce di sostanze nocive.

 

contenitori, nella loro parte interna, quella che viene a contatto con l’alimento, non devono essere stampati e devono essere per legge, nello strato che viene a contatto con l’alimento, di pura cellulosa vergine.
Sottoposti a macchinari in grado di leggere i diversi componenti rilasciati sull’alimento, i cartoni esaminati dall’indagine mostravano di essere in grado di contaminare il cibo con sostanze il cui utilizzo nell’industria è regolamentato da rigide regole, e che non devono assolutamente venire a contatto con gli alimenti.

 

Alcuni tra i contaminanti individuati derivano presumibilmente dalla carta riciclata, usata nei cartoni provenienti dall'estero contrariamente a quanto prevede la legge italiana. Si tratta di collanti e sbiancanti (utilizzati per dare al materiale riciclato le caratteristiche della carta vergine) in grado di passare sull’alimento alterandone odore e sapore.

 

 
Da un’inchiesta condotta da Il Salvagente, rivista impegnata contro le truffe ai consumatori, è stata successivamente segnalata la presenza di Bifosfenolo A (BPA).

Le analisi erano tese a individuare le cause che determinavano il pungente odore che a volte si avverte aprendo una scatola di pizza e lo sgradevole retrogusto che accompagna la degustazione, ma i risultati erano stati tutt’altro che rassicuranti: secondo i test effettuati, in due imballaggi su tre erano state trovate tracce di sostanze nocive.

 

 


♦ LA NORMATIVA VIGENTE

Gli imballaggi di carta vengono regolamentati, come molti altri imballaggi che sono destinati ad entrare in contatto con i cibi, dal Regolamento CEE 1935/2004. Nel settore alimentare, anche se la cellulosa può essere usata più volte, l’utilizzo di imballaggi cellulosici di secondo impiego, ovvero “riciclati”, è consentito solo per i prodotti secchi (pasta, zucchero, sale, riso), mentre è vietato per altri, tra cui la pizza.

 

I contenitori per la pizza secondo la normativa Europea ed Italiana, devono seguire regole precise di produzione, in modo da non rilasciare sostanze negli alimenti, né odori, né colori degli inchiostri, e non devono farlo in nessun caso: né per via del calore, né per eventuali tagli del cartone.
Le norme impongono che i cartoni per pizza siano realizzati esclusivamente con cellulosa vergine, vietando l’utilizzo di carta riciclata per i prodotti “umidi”: in tal modo sono bandite le sostanze chimiche potenzialmente tossiche che col calore potrebbero trasferirsi dal cartone agli alimenti. 

 

COS'È IL BISFENOLO A 
 

Anche detto Bpa, è un composto di sintesi utilizzato nella produzione della plastica, che era già stato al centro dell’attenzione una decina d’anni fa e messo al bando dai biberon europei: il suo utilizzo fu infatti vietato nel 2011 dall’Unione Europea, a causa della sua azione sul sistema endocrino -quello che regola molte funzioni del nostro organismo tramite la corretta produzione degli ormoni.
Viene utilizzato anche nei processi di creazione della carta riciclata per rimuovere l’inchiostro dalla cellulosa.
La commissione Envi Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare del Parlamento europeo il 14 gennaio 2108 pur abbassando i limiti di migrazione del bisfenolo A dai contenitori agli alimenti (da 600 a 50 parti per miliardo) ha votato contro l’eliminazione totale di questa sostanza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


♦ NESSUN ALLARMISMO, MA PRUDENZA

 

Negli ultimi mesi gli ordini da asporto sono cresciuti del 15%; la sua comodità è indubbia, ma va prestata altrettanta attenzione all’aspetto fondamentale della sicurezza.


La normativa vigente impone ai produttori di contenitori di utilizzare solo carta vergine per il contatto con alimenti; in tal modo sono bandite le sostanze chimiche potenzialmente tossiche che col calore potrebbero trasferirsi dal cartone agli alimenti. Tuttavia accade spesso che vengano acquistati lotti di cartoni per pizza in base al prezzo, prediligendo i più economici che arrivano dall’estero, non idonei a questo scopo.


Contenitori realizzati con carta riciclata e non omologati possono contenere anche alte concentrazioni di bisfenolo A e ftalati, sostanze pericolose che si sprigionano dalle superfici quando la pizza bollente viene depositata nel contenitore e si trasferiscono sotto e sopra l’alimento.


Altre sostanze che potrebbero essere presenti sono di-isobutilftalato (Dipb) e di naftaleni, tutte sostanze particolarmente tossiche.

 

 

 LA SCELTA SICURA

Per garantire la totale sicurezza del servizio di asporto è necessario:


1. Utilizzare solo contenitori idonei al contatto con gli alimenti, prodotti in conformità con la normativa vigente, possibilmente in Italia

2. Controllare che sull’imballaggio sia riportato il simbolo forchetta e coltello” che indica l’idoneità della confezione a entrare in contatto con gli alimenti;

3. Stare molto attenti al low cost, che non sempre è una buona idea: i prodotti potrebbero essere pericolosi o addirittura velenosi per la nostra salute;

4. Evitare di consumare la pizza direttamente dal cartone utilizzato per il trasporto: si tratta di un contenitore temporaneo, l’alimento va trasferito possibilmente su un piatto una volta arrivato a destinazione;

5. Prediligere i contenitori di carta naturale, non sbiancata;

6. Valutare altre opzioni omologate per gli alimenti e conformi alle normative vigenti in materia.

 


♦ LE ALTERNATIVE AL CARTONE

 

Oggi sono disponibili delle alternative più sicure ed ecologiche del cartone, che contrariamente a quanto si pensa non può essere riciclato con la carta una volta sporco: vanno gettati nella raccolta differenziata della CARTA E CARTONE solo se completamente puliti, altrimenti devono essere gettati nella frazione UMIDA. In alternativa estrema, vanno conferiti invece nel SECCO, ovvero nell’indifferenziata. 

 

 ALLUMINIO 

  • Ecocompatibile
  • Riutilizzabile
  • Resistente
  • Innovativo: evita gli aspetti negativi dell’usa e getta.

 BAGASSA 


Si tratta di un prodotto naturale che deriva dalla produzione dello zucchero.
Compostabile, biodegradabile e robusto, il contenitore è progettato per mantenere la pizza calda anche per lunghi periodi, senza alterarne la consistenza né il sapore, e soprattutto in totale sicurezza.
Può anche essere riscaldata in microonde!

 

 

 


Garantire la sicurezza, con i migliori prodotti, una corretta formazione e una consulenza di qualità, è l'obiettivo di Walcam. 

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