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FACCIAMO CHIAREZZA! I NUOVI CAM PER I SERVIZI DI PULIZIA - parte II

Dopo aver visto assieme cosa cambia in linea generale e per i prodotti chimici nello specifico, oggi approfondiremo i nuovi CAM per i prodotti ausiliari per l'igiene. Quali sono le novità per il mondo delle attrezzature? 

 


Facciamo chiarezza!
 

I NUOVI CAM

PER I SERVIZI DI PULIZIA: 

LE ATTREZZATURE

(Parte II)

 


 

In materia di attrezzature, tutte le nuove misure sono concentrate in un unico capitolo del documento, quello che riguarda i prodotti ausiliari per l’igiene. I due CAM, quello ad uso civile e quello dedicato all’ambito sanitario/ospedaliero, sono sostanzialmente sovrapponibili, se non per qualche piccola differenza.

Vediamo prima un breve riassunto delle misure adottate, per poi passare al nostro approfondimento. 

 

 

 

 

 

 

◆ COSA NON SI PUÒ USARE

 

  • ✘ Prodotti con funzione esclusivamente profumante o deodorante
  •  
  • ✘ Piumini di origine animale (eccetto spolveratura a secco di opere artistiche o su specifica richiesta)
  •  
  • ✘ Elementi tessili a frange (“spaghetti”) per le pulizie a bagnato
  •  
  • ✘ La segatura del legno
  •  
  • ✘ Attrezzature e prodotti non riparabili, se nel mercato esistono alternative che possono garantire pezzi di ricambio
  •  
  • ✘ Elementi tessili e carta tessuto monouso, eccetto che per motivi di sicurezza, stabiliti e condivisi con la struttura di destinazione

 

 

◆ PRODOTTI RIUTILIZZABILI E RIPARABILI

 

Gli elementi tessili impiegati per le pulizie ordinarie a bagnato di pavimenti, altre superfici, vetri, specchi e schermi devono essere riutilizzabili, piatti (lavaggio a piatto) ed in microfibra. Nelle schede tecniche devono essere indicate anche le modalità di lavaggio idonee a preservare il più a lungo possibile le caratteristiche prestazionali.
Per le operazioni di spolveratura devono essere usati elementi tessili riciclati.*
Inoltre, se esistono delle alternative per le quali è possibile recuperare dei pezzi di ricambio. le attrezzature utilizzate devono essere riparabili. 

 

Tra gli obiettivi primari, vi sono la riduzione delle sostanze pericolose e l’efficienza nell’uso delle risorse, come l'acqua e l’energia; questo al fine ultimo di contenere gli impatti ambientali non solo nel sistema pulizie ma anche nelle attività connesse. Particolare attenzione viene posta sulla formazione green dei lavoratori, che appare sempre più fondamentale.

 

ATTENZIONE!
  • In ambito ospedaliero non vale l’indicazione sull’utilizzo di elementi tessili riciclati per la spolveratura; nel CAM sanitario si tende a non effettuare la spolveratura di pavimenti con elementi come questi, che possono rilasciare micro polveri durante l’operazione. 
  • Non possono essere impiegati elementi tessili riutilizzabili se ormai sono usurati

 

 

◆ MICROFIBRA 

 

Un focus essenziale è quello rivolto agli elementi tessili in microfibra: secondo vari studi, infatti, la microfibra consente di ridurre il consumo il consumo di acqua e sostanze chimiche del 95%, di diminuire del 20% il costo giornaliero del lavoro, di ridurre i costi connessi ad infortuni sul lavoro e di risparmiare il 60% dei costi di acquisto dei prodotti, considerando il suo intero ciclo di vita. 

 

ATTENZIONE!
  • Si stabilisce anche il titolo o la danaratura di questi elementi tessili, che deve essere inferiore o uguale a 1 dTex (decitex) e riportata nelle schede tecniche. 
  • Inoltre, per almeno il 30% tali prodotti in microfibra devono essere in possesso di un’etichetta conforme alla UNI EN ISO 14024, quale l’Ecolabel (UE), o altra etichetta equivalente (Nordic Ecolabel, Der Blauer Engel etc.). 

 

 

◆ FORMAZIONE SPECIFICA 

 

Anche le microfibre, per quanto poco, possono inquinare. Come tutti gli elementi tessili, ad ogni nuova operazione devono essere lavate e ricondizionate, ma durante il lavaggio possono disperdere delle microplastiche; queste particelle plastiche, purtroppo, finiscono inevitabilmente nell’ambiente, dal momento che non siamo ad oggi in possesso di sistemi di filtraggio adatti a bloccarle.

Per arginare tale forma di inquinamento, i CAM prevedono specifica formazione del personale sulle condizioni di lavaggio delle fibre sintetiche per limitare efficacemente la quantità di microplastiche rilasciate.

 

La formazione, come vedremo più avanti, è un elemento particolarmente importante, al quale si dà risalto nei nuovi CAM e che si estende anche alle modalità di impregnazione, modalità di impiego dei prodotti e degli elementi tessili, nonché alle procedure di impiego delle differenti tipologie di elementi tessili.

 

 

◆ MONOUSO 

 

I prodotti usa e getta, come detto, sono banditi dai CAM. Tuttavia, se per documentati motivi di sicurezza, stabiliti e condivisi con la stazione appaltante, dovesse essere necessario l’uso di prodotti monouso in carta, simili prodotti dovranno essere costituiti da carta in possesso:

 

  • ◾ del marchio Programme for Endorsement of Forest Certification Schemes (PEFC) o equivalenti, 
  • ◾ oppure dell’etichetta Remade in Italy, che attesti che il prodotto sia in classe A o A+, 
  • ◾ oppure del marchio di qualità ecologica Ecolabel UE o equivalenti etichette ambientali conformi alla norma tecnica UNI EN ISO 14024.

 

 

◆ SECCHI E CONTENITORI IN PLASTICA

 

Le attrezzature per le pulizie manuali devono essere costituite da carrelli con secchi, vassoi e altri eventuali contenitori di plastica riciclata almeno al 50% in peso, con colori diversi a seconda della destinazione d’uso (utilizzando quindi il sistema dei codici colore).

 

 

◆ SISTEMI DI IMPREGNAZIONE

 

È importante utilizzare sistemi di impregnazione degli elementi tessili (con soluzioni detergenti e/o disinfettanti) che consentano di evitare la discrezionalità degli operatori in merito al grado di impregnazione, oltre che efficienti sotto il profilo dell’uso delle risorse idriche e del consumo di prodotti chimici. 
L’obiettivo è quello di avere il massimo controllo sul consumo di risorse impiegate e sulle quantità immesse nell’ambiente, in modo da ridurne l’impatto ambientale. 
Per questo si richiede l’utilizzo di elementi tessili impregnati prima dello svolgimento del servizio o direttamente sul carrello. 

ATTENZIONE AI MOP
A partire da giugno 2021 non sarà più possibile utilizzare nel settore pubblico i MOP, siano essi in cotone, TNT o microfibra: vanno impiegate invece attrezzature piatte per il lavaggio dei pavimenti. Con panno rigorosamente in microfibra. 

 

ATTENZIONE!
  • in caso di esigenze specifiche, come lo sporco bagnato e di grossa pezzatura (ad esempio quello che si forma negli ingressi di edifici nei giorni di pioggia), o come lo sporco grasso o incrostato che richiede risciacquo (ad esempio nelle cucine), è consentito l’uso di carrelli con strizzatore (ovviamente a due secchi o a doppia vasca per tenere separata l’acqua pulita dall’acqua sporca) e di mop. 

 

 

◆ VERIFICHE 

 

Le verifiche vengono effettuate su due fronti: 

  1. Le verifiche in situ sono finalizzate ad assicurarsi che i prodotti impiegati siano conformi ai rispettivi criteri ambientali ed in possesso dei mezzi di dimostrazione della conformità pertinenti. 
  2. Le verifiche documentali invece riguardano ad esempio le informazioni contenute nelle schede tecniche o le certificazioni e le licenze d’uso delle etichettature, ma anche le fatture di acquisto dei prodotti: la quantità dei prodotti con le caratteristiche ambientali richieste corrisponda a quanto previsto dai CAM o dal contratto in essere, se più restrittivo. 

 

ATTENZIONE!
  • le verifiche sul requisito relativo all’uso degli elementi tessili in microfibra possono essere evitate nel caso di servizi resi con un dipartimento, una divisione, un ramo di impresa od un’impresa in possesso del marchio di qualità ecologica Ecolabel (UE), dimostrando che per l’ottenimento della licenza Ecolabel (UE) è stato sottoscritto il requisito opzionale che prevede l’utilizzo di almeno il 95% degli articoli tessili quali stracci, mops e frange lavapavimenti in microfibra.
  • Per quanto riguarda il contenuto di materiale riciclato nei secchi o in eventuali altri contenitori in plastica nei carrelli, i prodotti che l’offerente si impegna a fornire sono ritenuti conformi se muniti di una certificazione quali Plastica Seconda Vita, o Remade in Italy, che attesti almeno tale contenuto di riciclato, secondo quanto previsto all’art. 69 del D.lgs. 50/2016.

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